micioMannaro

un ossimoro vivente

20 note

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.
Erri De Luca

5 note

Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri Gesù Cristo, tanti auguri a te.

Allora oggi è il Santo Natale: il gran varietà religioso comincia alle ore 9.30. Il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il comunismo, con l’aiuto di Dio e di alcuni marines. Dio ci si arrapa con i marines, perché noi ammazziamo tutto quello che vediamo. Lui fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro. E per dimostrargli il nostro apprezzamento per averci dato tanto potere noi gli riempiamo il cielo di anime sempre fresche. Dio è arrivato prima del corpo dei marines, e quindi a Gesù voi potete offrire il cuore. Ma il vostro culo appartiene alla nostra arma!

Signorine sono stato chiaro?

Full Metal Jacket

53 note

12 dicembre 1969.
Il giorno in cui la giovane Repubblica Italiana perse definitivamente l’innocenza.

12 dicembre 1969.

Il giorno in cui la giovane Repubblica Italiana perse definitivamente l’innocenza.

4 note

Ognuno ha i suoi miti e i suoi eroi, negli anni in cui comincia a rendersi conto del mondo che ha intorno. In quel periodo dell’adolescenza in cui tutte le sensazioni sono amplificate dal fatto che tu stesso stai cambiando.
Uno di quei miei miti era senz’altro Socrates. Il dottore. Arrivato alla Fiorentina con l’aura di campione particolare, addirittura laureato in medicina, quando la maggior parte degli altri calciatori faticava (fatica) a distinguere un congiuntivo da un condizionale.
A Firenze non dimostrò mai del tutto il suo valore, solo brevi squarci di genio. Colpi di tacco illuminanti, ma anche movimenti di una lentezza unica.
Gli altri correvano. Lui fermo. Immobile. Quasi fosse un filosofo epicureo in mezzo al campo. Per poco pare che non gli abbiano fatto fare la famosa corsa del Viale dei Mille, che ha reso famoso Desolati, inseguito con intenzioni belluine dagli Ultras della Fiesole. Ebbe il tempo di diventare anche un personaggio mediatico, un goal a Zoff nella storica Italia-Brasile 3-2, e anche se non presente fisicamente nel film, fu uno dei personaggi chiave dell’Allenatore nel pallone con Lino Banfi, campione di incassi e cult di chi ha vissuto gli anni ‘80. Socrates ci ha lasciati stamattina, in una clinica di Rio. E a me è scesa una lacrima.

Ognuno ha i suoi miti e i suoi eroi, negli anni in cui comincia a rendersi conto del mondo che ha intorno. In quel periodo dell’adolescenza in cui tutte le sensazioni sono amplificate dal fatto che tu stesso stai cambiando.

Uno di quei miei miti era senz’altro Socrates. Il dottore. Arrivato alla Fiorentina con l’aura di campione particolare, addirittura laureato in medicina, quando la maggior parte degli altri calciatori faticava (fatica) a distinguere un congiuntivo da un condizionale.

A Firenze non dimostrò mai del tutto il suo valore, solo brevi squarci di genio. Colpi di tacco illuminanti, ma anche movimenti di una lentezza unica.

Gli altri correvano. Lui fermo. Immobile. Quasi fosse un filosofo epicureo in mezzo al campo. Per poco pare che non gli abbiano fatto fare la famosa corsa del Viale dei Mille, che ha reso famoso Desolati, inseguito con intenzioni belluine dagli Ultras della Fiesole.

Ebbe il tempo di diventare anche un personaggio mediatico, un goal a Zoff nella storica Italia-Brasile 3-2, e anche se non presente fisicamente nel film, fu uno dei personaggi chiave dell’Allenatore nel pallone con Lino Banfi, campione di incassi e cult di chi ha vissuto gli anni ‘80.

Socrates ci ha lasciati stamattina, in una clinica di Rio. E a me è scesa una lacrima.

1 nota

Non faccio nessuna allusione sulla Carlucci: dico solo che chi si è messo in ginocchio per entrare nel Pdl adesso non può andarsene così
Emilio Fede ieri sera da Formigli.